Noi e i nostri partner utilizziamo, sul nostro sito, tecnologie come i cookie per personalizzare contenuti e annunci, fornire funzionalità per social media e analizzare il nostro traf fico. Facendo click di seguito, chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione si acconsente all'utilizzo di questa tecnologia. Puoi cambiare idea e modificare le tue scelte sul consenso in qualsiasi momento ritornando su questo sito. Visualizza dettagli

Orzaiolo: cause, sintomi, cure e rimedi naturali

L’orzaiolo è un’infezione oculare che colpisce le ghiandole sebacee delle ciglia. I sintomi di questa condizione possono essere molto fastidiosi. Generalmente, l’orzaiolo guarisce autonomamente, ma non mancano cure e rimedi naturali per contrastarlo. Abbastanza comune, l’orzaiolo è caratterizzato da occhio gonfio e palpebra gonfia. Come curare l’orzaiolo? Scopriamo di più in merito, incluse cause e terapia.

da Elena Arrisico,

L'orzaiolo è una malattia dell'occhio che ha diverse cause, ma come riconoscere i suoi sintomi e quali sono le cure e i rimedi naturali per combatterlo? L’orzaiolo è un’infezione oculare, abbastanza comune e moderatamente diffusa che, spesso, intacca anche l’equilibrio psicofisico della persona che ne soffre. Nello specifico, l’orzaiolo è caratterizzato da un occhio gonfio o palpebra gonfia: si tratta, infatti, di una condizione che si presenta come un gonfiore a livello palpebrale, una specie di foruncolo o brufolo tondeggiante che può essere paragonato ad un ascesso di consistenza solida. Come curare l’orzaiolo? Qual è la terapia? L’orzaiolo è contagioso? Scopriamo di più sulla salute degli occhi.

Cos’è

L’orzaiolo colpisce le ghiandole sebacee delle ciglia, manifestandosi come una sorta di foruncolo solido che può essere collocato nella parte esterna o interna della palpebra interessata: si tratta, più precisamente, di una fastidiosa infiammazione acuta di origine infettiva della palpebra dell’occhio e, nello specifico, delle ghiandole sebacee alla base delle ciglia.

Se consideriamo che l’occhio dispone di diverse ghiandole a secrezione esterna, ovvero esocrine – cioè, che riversano il loro contenuto non all’interno dell’organismo come avviene con le ghiandole endocrine, tiroidee ad esempio - una o più ghiandole possono infettarsi e, a seguito di questo stato patologico, lo sbocco verso l’esterno della ghiandola tende a chiudersi con il risultato di assistere ad una raccolta di pus in prossimità dello sbocco della ghiandola in superficie a livello della palpebra. Non è insolito il caso in cui tale alterazione avvenga all’interno della palpebra, ma ai fini terapeutici e patologici i risvolti sono simili.

L’orzaiolo può essere definita un’infiammazione acuta o infezione della palpebra: spesso, può essere causato da batteri piogeni, come gli stafilococchi.

L’orzaiolo si presenta come un rigonfiamento della palpebra, una specie di brufolo o foruncolo, come un ascesso di consistenza solida, che fa la sua comparsa sulla parte esterna della palpebra o, più raramente, sulla parete interna.

L’orzaiolo può colpire sia bambini che adulti e si manifesta, spesso, con gonfiore, dolore e rossore nei pressi della palpebra.

Differenze orzaiolo e calazio

Quali sono le differenze tra orzaiolo e calazio? Parlando di un’infezione, dobbiamo anche ricordare che l’orzaiolo ha origine da un processo patologico acuto che, quando assume i tratti della cronicità, si definisce invece “calazio”.

A differenza dell’orzaiolo, il calazio non è doloroso e questo tende a svilupparsi, soprattutto, internamente alla palpebra: nello specifico, il calazio è un lipogranuloma, ovvero una cisti granulosa, che si crea nella palpebra e la cui causa è un’infiammazione cronica della ghiandola di Meibomio, la quale è dovuta all’ostruzione del dotto esecretore delle lacrime.

L’orzaiolo – come vedremo, dettagliatamente, lungo tutto l’articolo – è, invece, un rigonfiamento e un’infiammazione acuta delle ghiandole sebacee delle palpebre, che può essere sia interna che esterna, oltre che molto dolorosa e la cui causa principale è la scarsa igiene.

Tipologie

L’orzaiolo può essere di diverse tipologie. L’orzaiolo si manifesta come un piccolo nodulo doloroso, che può essere collocato sull’esterno o sull’interno della palpebra: l’occhio colpito dall’orzaiolo può lacrimare e la palpebra e/o l’occhio interessati possono essere arrossati.

Inoltre, l’orzaiolo può interessare un solo occhio o entrambi e, in rari casi, sono possibili anche degli orzaioli multipli o bilaterali in un unico occhio, ma la vista non ne viene alterata.

Nella maggior parte dei casi, l’orzaiolo può essere dovuto ad un’infezione esterna, ma l’orzaiolo può anche essere interno - nei casi più rari - facendo la sua comparsa dopo l’ostruzione di un follicolo ciliare e delle sue ghiandole sebacee o in seguito all’infezione di una ghiandola di Meibomio.

Orzaiolo interno

L’orzaiolo interno si manifesta come un gonfiore all’interno della palpebra e, generalmente, si tratta della tipologia di orzaiolo più dolorosa.

L’orzaiolo interno è provocato dall’infezione di una ghiandola di Meibomio: queste ghiandole si trovano, infatti, proprio sulle palpebre e sono in grado di produrre un liquido oleoso.

Orzaiolo esterno

L’orzaiolo esterno è, invece, un gonfiore che si sviluppa lungo il bordo della palpebra e che può evolversi, divenendo un foruncolo doloroso e pieno di pus giallo.

L’orzaiolo sull’esterno della palpebra può essere dovuto ad infezioni di un follicolo ciliare, di una ghiandola sebacea o di una ghiandola apocrina: il primo è quel foro della pelle da cui spunta il singolo ciglio; la seconda è quella ghiandola attaccata al follicolo ciliare, che produce il sebo in grado di lubrificare il ciglio e la terza è, invece, una ghiandola sudoripara, che si svuota nel follicolo ciliare e il cui liquido raggiunge la pellicola di lacrime presente nell’occhio, impedendone la secchezza.

I sintomi

L’orzaiolo si presenta come un nodulo rosso sulla palpebra, il quale somiglia ad una bollicina o ad un foruncolo. I sintomi dell’orzaiolo sono abbastanza caratteristici e possono includere:

I sintomi sono, in poche parole, quelli di un’infezione oculare caratterizzata da occhio gonfio e palpebra gonfia.

Il paziente può anche manifestare episodi riferiti a mal di testa, per effetto della compressione nervosa dovuta proprio al gonfiore esteso accompagnato quasi sempre da profusa lacrimazione e ipersensibilità alla luce con tendenza a stare con l’occhio chiuso per lunga parte della giornata.

L’orzaiolo può, ovviamente, ostacolare la visione e, nei casi più gravi, impedire a chi ne è affetto di aprire completamente l’occhio: il peso e le dimensioni dell’orzaiolo possono, infatti, ostacolarne l’apertura.

Se il foruncolo infiammato pieno di pus si trova lungo il bordo palpebrale, si tratta di orzaiolo esterno: si tratta della tipologia di orzaiolo maggiormente diffusa. L’orzaiolo interno si manifesta, invece, quando ad essere colpite dallo stafilococco sono le ghiandole di Meibomio collocate a ridosso del bulbo oculare.

Nei casi più gravi, invece, l’orzaiolo non curato può divenire un calazio, ovvero una ciste dolorosa che cresce nella palpebra per via dell’ostruzione del dotto escretore della ghiandola di Meibomio.

Le cause

Le cause dell’orzaiolo possono essere molteplici. A provocare l’orzaiolo possono essere:

L’orzaiolo, nella maggior parte dei casi, dipende da un batterio, lo stafilococco, il quale attacca la palpebra, ostruendo il dotto escretore e creando l’infezione: quest’ultimo è il canale da cui, normalmente, esce il sebo. Lo stafilococco vive, normalmente, nel naso senza causare danni, ma può venire trasferito con facilità nell’occhio tramite le nostre mani, quando ci strofiniamo naso e occhi: questa è la ragione per cui l’orzaiolo si manifesta soprattutto quando si è raffreddati.

Può anche accadere che il sistema immunitario sia particolarmente debilitato e che, quindi, i batteri trovino terreno fertile per proliferare indisturbati.

Altri tipi di infezioni possono essere quella del follicolo ciliare, di una ghiandola sebacea o di una ghiandola apocrina; in alternativa, anche di una ghiandola di Meibomio, quando si parla di orzaiolo interno e non esterno.

I fattori di rischio

Sono diversi anche i fattori che possono intervenire sulla malattia, tra i quali ci sono:

  • Abitudine di stropicciarsi gli occhi;
  • Scarsa igiene di occhi e mani;
  • Predisposizione individuale o familiare;
  • Abitudine di dormire senza struccare gli occhi;
  • Uso di vecchi cosmetici;
  • Utilizzo di lenti a contatto senza che queste siano disinfettate;
  • Condivisione di oggetti personali, come asciugamani o federe;
  • Alimentazione inadeguata o una dieta povera;
  • Blefarite, infiammazione cronica che si manifesta nel bordo libero delle palpebre.

La scarsa igiene personale rappresenta uno dei più frequenti fattori predisponenti riguardanti l’orzaiolo.

Le persone affette da blefarite possono manifestare, più facilmente, l’orzaiolo che può rappresentare una sua complicanza: la blefarite è un’infiammazione delle rime palpebrali - le quali diventano gonfie e rosse – che può essere, a sua volta, provocata da un’infezione batterica o essere una complicanza di una condizione della pelle come la rosacea.

L'orzaiolo è contagioso?

L’orzaiolo è contagioso e ciò può avvenire con facilità anche condividendo federe o asciugamani infetti, ma anche con il semplice contatto delle mani sporche con gli occhi: tale gesto, infatti, consente allo stafilococco di favorire la formazione dell'orzaiolo.

Quando andare dal medico

Quando andare dal medico? Come detto precedentemente, nella maggior parte dei casi, l’orzaiolo non rappresenta un pericolo per l’occhio: è, quindi, possibile attendere che questo passi autonomamente o cercare di favorirne la guarigione, ricorrendo ad alcuni rimedi naturali che vedremo più avanti.

È, ad ogni modo, importante contattare il medico nei seguenti casi, ovvero quando:

  • Ci sono dei problemi di vista;
  • L’orzaiolo pare non migliorare;
  • Non si è certi della natura del disturbo;
  • I sintomi si estendono dalla palpebra alla guancia o ad altre parti del viso.

La diagnosi

Quando si manifestano i segni e la sintomatologia tipica dell’orzaiolo o si hanno sospetti in merito, è consigliabile chiedere il parere del proprio medico e/o oculista, così che possa analizzare al meglio la condizione - tramite esami e analisi utili – e stabilire la diagnosi e la terapia più adatta all’orzaiolo.

Oltre alla classica visita medica, allo studio dei sintomi e alle analisi del sangue, potrebbe essere necessario eseguire altri test di approfondimento, così da escludere o confermare la presenza di altre malattie.

Cure e terapia

Quali sono le cure e la terapia per l’orzaiolo? In linea generale, l’orzaiolo migliora spontaneamente, soprattutto quando si consente la fuoriuscita del pus: la maggior parte degli orzaioli migliora, quindi e scompare entro 1-3 settimane, ma è comunque possibile intervenire, se necessario.

Il trattamento dovrà essere deciso, esclusivamente, dal medico che saprà indicare la tipologia, la posologia e la durata.

Come curare l'orzaiolo? Il trattamento può includere l’assunzione di farmaci antinfiammatori e analgesici, come palliativo ma non per la risoluzione del problema: ad esempio, il paracetamolo e l’ibuprofene possono contrastare il dolore.

Solo quando l’occlusione del dotto ove si sia formato l’orzaiolo può farsi impegnativo, l’oculista può decidere di praticare una piccola incisione liberando il tutto o un intervento chirurgico per rimuovere il ciglio o il follicolo interessati, oppure la ciste o l’ascesso presenti. Assolutamente, non provate a rimuovere autonomamente il ciglio o il pus, per evitare ulteriori infezioni o danni all’occhio o alla palpebra.

In presenza di altre patologie come la congiuntivite, la terapia può essere rivolta all’utilizzo di farmaci antibiotici, i quali bloccano l’infezione e, dunque, guariscono la patologia: tali antibiotici si assumono per via topica, sotto forma di collirio o pomata per l’orzaiolo, perlopiù e per via sistemica, sotto forma di compresse o capsule o quant’altro, privilegiando la via orale.

I rimedi naturali

Esistono dei rimedi naturali per l’orzaiolo? Nella maggior parte dei casi, l’orzaiolo guarisce spontaneamente in 7-14 giorni, senza provocare danni. È, ad ogni modo, possibile ricorrere ad alcuni rimedi per l’orzaiolo nell’occhio, che ne possano agevolare la guarigione. Quali sono i rimedi veloci contro l’orzaiolo?

  • Impacchi caldi con una garza imbevuta di acqua calda, 3-4 volte al giorno per 5-10 minuti: direttamente nella sede dell’orzaiolo, questo metodo può dare sollievo, grazie al calore diretto, favorendo l'eliminazione spontanea del pus.
  • Alimentazione sana ricca di vitamine e sali minerali, come la vitamina C, la vitamina D, lo zinco, il magnesio e il ferro: mangiate, quindi, molta frutta, verdure, legumi, cereali integrali e semi oleosi.
  • Infuso di tè verde, dalle proprietà antinfiammatorie e antibiotiche: fate impacchi di tè, dopo averlo filtrato o poggiate le sue bustine – una volta tiepide, ma non bollenti – sulla parte interessata, per qualche minuto e senza strofinare; in alternativa, potete utilizzare dei batuffoli di cotone.
  • Aloe vera, dall’effetto lenitivo e antinfiammatorio: applicate il suo gel direttamente sulla zona interessata, in piccole quantità.
  • Semi di coriandolo: preparate un infuso a freddo con un cucchiaino di semi da versare in un bicchiere di acqua fredda; lasciate riposare per un’ora; filtrate e utilizzate il liquido per fare degli sciacqui all’occhio.
  • Camomilla: preparate un infuso per fare gli impacchi o utilizzate le bustine di camomilla da applicare sull’occhio, dopo averle lasciate intiepidire, per circa 20 minuti anche 2-3 volte al giorno.
  • Foglie di acacia: portate ad ebollizione, in 500 millilitri di acqua, una manciata di foglie di acacia; fate riposare qualche minuto; filtrate; fate raffreddare e fate degli impacchi sull’occhio da lasciare agire per 15-20 minuti la sera, prima di dormire.
  • Eufrasia: fate degli impacchi tiepidi con il suo decotto, per ridurre l’infiammazione grazie alle sue proprietà analgesiche, astringenti, antinfiammatorie e antibatteriche.
  • Curcuma: versate due cucchiaini di curcuma in polvere in un bicchiere di acqua; mescolate e portate ad ebollizione in un pentolino; filtrate e fate raffreddare per, poi, fare degli impacchi.
  • Patate, dalle proprietà astringenti in grado di ridurre gonfiore e infiammazione: grattugiatene una da applicare sulla palpebra interessata con l’aiuto di una garza.
  • Prezzemolo: fate bollire il prezzemolo, così da ricavarne un tonico da applicare, una volta raffreddato.
  • Olio extravergine di oliva: fate degli impacchi con garze pulite.
  • Menta: lavate delle foglie di menta da lasciare sulla palpebra interessata, per qualche minuto e più volte al giorno, per un effetto rinfrescante e lenitivo.
  • Aglio: dalle proprietà antibatteriche e antimicotiche, il suo succo può alleviare l’infezione, semplicemente schiacciando qualche spicchio di aglio per ricavarne il succo da applicare sulla palpebra interessata, facendo attenzione a non farlo entrare nell’occhio.
  • Cipolla, dall’elevato contenuto di antiossidanti e agenti antibatterici: tritate una parte di cipolla e, con una garza, applicatene un po’ sulla palpebra infettata.
  • Fiordaliso, dalle proprietà decongestionanti, antinfiammatorie e astringenti: i suoi fiori possono essere utilizzati come collirio, in compresse o come lavande oculari decongestionanti, tra le altre cose.
  • Malva, dalle proprietà emollienti e antinfiammatorie: fate degli impacchi di malva, sia con le sue foglie che con i suoi fiori.

È bene ricordare che è meglio astenersi da quelle pratiche tendenti a far scoppiare l’orzaiolo: la tecnica è, infatti, giusta, ma non va eseguita da mani inesperte per non peggiorare la situazione, compresa la possibilità di assistere a superinfezioni a causa di trattamenti non del tutto effettuati osservando le norme igieniche del caso.

La prevenzione

Da non dimenticare è, poi, l’importanza della prevenzione. Fate, quindi, attenzione a:

  • Lavare sempre bene le mani con sapone e acqua calda o usare un disinfettante per mani, prima di metterle negli occhi;
  • Dormire struccate attentamente, nel caso delle donne;
  • Disinfettare le lenti a contatto;
  • Usare cosmetici di qualità, non scaduti o di altre persone;
  • Evitare l’uso di ciglia finte;
  • Usare solo gli oggetti personali, non scambiandoli con altre persone;
  • Combattere stress e ansia, seguendo alcune tecniche di meditazione o facendo dello yoga.

Le complicanze

Nonostante non si tratti di nulla di grave, quando si parla di orzaiolo non sono da escludersi eventuali complicazioni. Tra le complicanze legate alla presenza di orzaiolo, ci sono:

  • Calazio o cisti meibomiana: un orzaiolo interno di lunga durata potrebbe evolversi in calazio – conosciuto anche come cisti meibomiane o tarsali – che possono svilupparsi in caso di occlusione di una delle ghiandole delle palpebre.
  • Cellulite presettale o periorbitale: questa infiammazione può avvenire quando l’infezione causata dall’orzaiolo si diffonde ai tessuti che si trovano intorno all’occhio, rendendo le palpebre rosse e gonfie.
  • Irritazioni della cornea.

Ricordiamo, ad ogni modo, che l’orzaiolo, generalmente, migliora senza alcun trattamento.

La prognosi

Infine, la prognosi dipenderà da diversi fattori, come dalla gravità della condizione e dalla causa scatenate.

Generalmente, l’orzaiolo scompare autonomamente in pochi giorni, senza particolari complicazioni.

У нашей организации классный web-сайт , он рассказывает про купить аккумулятор в одессе http://avtokum.com/
Этот нужный веб портал , он рассказывает про botoxclub.com.ua.
Узнайте про нужный веб портал на тематику горка с подсветкой https://arbud-prom.com.ua