La sindrome di Munchausen: fingersi ammalati per ricevere attenzioni

Chi soffre di questo disturbo psichiatrico può arrivare persino a farsi del male o a ricercare attivamente di ammalarsi per attirare l'attenzione di amici, parenti e personale medico

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    La sindrome di Munchausen: fingersi ammalati per ricevere attenzioni

    Avete mai finto di non stare bene per avere più attenzioni? Probabilmente sì, senza mai pensare che questo atteggiamento potesse essere il frutto di una vera e propria sindrome!

    Senza allarmismi, ma con tanta curiosità, cerchiamo di fare chiarezza. Ad aiutarci la , specialista in psicologia.

    Cosa è la sindrome di Munchhausen?

    La sindrome di Munchausen è un disturbo psichiatrico che induce chi ne è affetto a simulare e lamentare malattie e/o sintomi fisici o psicologici inesistenti, allo scopo di ottenere cure e attenzioni.

    Chi soffre di questo disturbo sente il bisogno di assumere il ruolo del malato per attirare su di sé l’attenzione e la compassione degli altri, persone care, sconosciuti o personale medico sanitario.

    Per raggiungere il proprio scopo, le persone affette da questa sindrome possono arrivare anche a farsi del male volontariamente (infliggendosi ferite o ricercando attivamente di ammalarsi) o a fare del male a un altro soggetto (come nel caso della sindrome di Munchausen per procura).

    Come si cura?

    La psicoterapia è il trattamento di elezione per la cura della sindrome di Munchausen. Purtroppo, però, molti dei soggetti che ne soffrono rifiutano le cure, in quanto incapaci di riconoscere l’esistenza stessa della malattia.

    Qualora la persona riuscisse a riconoscere la sindrome come un problema e, quindi, ad accettare la propria condizione, le possibilità di guarigione sono piuttosto elevate.

    Attraverso un percorso psicoterapico il paziente sarà in grado di riconoscere e dominare i cosiddetti pensieri distorti e disfunzionali che lo inducono ad agire i sintomi fino ad arrivare a controllarli.

    Durante il percorso terapeutico, è fondamentale che il paziente possa contare sull’appoggio della propria famiglia e della cerchia più intima di conoscenze, in modo che questi possano aiutarlo a gestire la sua malattia e fornirgli attenzioni e cure nella maniera più sana e adeguata.

    La psicoterapia può essere affiancata, quando necessario, da una terapia farmacologica, solitamente a base di farmaci antidepressivi o di stabilizzatori dell’umore, utili a contrastare un’eventuale depressione o un disturbo d’ansia concomitante.

    Va specificato che i farmaci aiutano solo ad attenuare i sintomi derivanti da possibili disturbi emotivi compresenti, da soli infatti non sono in grado di risolvere la sindrome.

    Da cosa è causata?

    Le cause della sindrome di Munchausen non sono ancora del tutto chiare. La ricerca ad oggi punta il dito su un’eziologia multifattoriale della sindrome, che sarebbe dunque provocata da due ordini di fattori in stretta correlazione tra loro:

    • Fattori individuali: l’aver vissuto esperienze altamente traumatizzanti durante l’infanzia, come un trauma emotivo, l’aver subito maltrattamenti o essere stati vittima di trascuratezza o incuria. Questo tipo di esperienze potrebbe avrebbe contribuito a far nascere in queste persone il desiderio di porsi al centro dell’attenzione, anche se in maniera del tutto disfunzionale. Altri individui possono essere aver sofferto nell’infanzia o adolescenza di una malattia che ha richiesto attenzioni particolari o prolungate cure mediche. Tale avvenimento potrebbe aver portato il soggetto, anche in età adulta, a desiderare di ricevere le stesse cure e attenzioni ricevute nel momento del bisogno.
    • Fattori psichiatrici: alla base della sindrome potrebbero nascondersi importanti disturbi della personalità, come il disturbo antisociale, il disturbo narcisistico e il disturbo borderline della personalità, altamente correlati alla sindrome di Munchausen.
    • Altri fattori definiti predisponenti includono una scarsa autostima, la perdita di una persona cara, o ancora l’impossibilità a diventare medico o a lavorare in ambito sanitario.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Specialista in psicologia